La posso solo rovinare
Io ho una figlia di quasi 2 anni. E' una bambina molto intelligente, parla da quando aveva meno di un anno, sa contare gli oggetti e, siccome ci spostiamo come schegge impazzite, parla pure un poco di inglese e francese. Impara le cose a una velocità stupefacente. Sembra molto più grande della sua età, ha l'aria serafica di chi la sa già lunga, e uno sguardo inquisitivo accentuato da occhi di un colore indecifrabile. Ama studiare a fondo gli oggetti e le persone che le si presentano. Le osserva, ne elenca gli elementi principali e le loro caratteristiche, come se volesse scomporle in componenti più semplici per appropriarsene meglio. Ha già sviluppato un ricco linguaggio egocentrico, un fenomeno che secondo Vygotskij si manifesta intorno ai tre anni, che mi offre una finestra preziosa nel suo modo di vedere il mondo. Quando la guardo mi chiedo che cosa mai sarò in grado di insegnarle. Ho la sensazione che lei possa apprendere potenzialmente qualsiasi cosa, ma al tempo stesso ho la sensazione di non avere nulla da offrirle.
Ricordo molto bene l'esordio in serie A di Antonio Cassano. Entrò a partita in corso in un Bari-Inter di quasi 30 anni fa. Ero a vederla in un bar di Siena con uno che stava all'Università con me, personaggio piuttosto squallido che millanatava amicizie di ogni tipo, tifoso del Bari. Antonello mi pare che si chiamasse. Azione di rimessa del Bari, Cassano riceve il pallone a sinistra poco oltre la metà campo con un lancio lungo dalla difesa, stop a seguire, al volo, di tacco a liberarsi del marcatore, dribbling a rientrare a liberarsi del secondo difensore e destro violento a incrociare sul primo palo. Rete. Il San Nicola viene giù. Noi rimaniamo tutti a bocca aperta. Ma chi è questo? Antonello urla come un pazzo che prestissimo offrirà una cena al suo grande amico Antonio.
A fine partita ovviamente chiedono di Cassano all'allenatore del Bari, Eugenio Fascetti. "Mister, questo è un campione". Fascetti non si scompone, non guarda neanche il giornalista. "Sì, si. E' un giocatore fatto e finito. Io lo posso solo rovinare".
Come mister?
Fascetti ripete. "Non gli posso insegnare niente, lo posso solo rovinare"